Le antifone O - Antifone maggiori dell'Avvento
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A cura di Fabrizio Luzi e rielaborate dalla redazione de ilcattolico
In aggiunta alle meditazioni sui Prefazi dell' Avvento ho pensato di offrire qualche ulteriore riflessione sulla ricca eucologia del Tempo che intercorre tra il 17 e il 24 dicembre, tempo questo che ci prepara in modo immediato alla celebrazione del Natale.
L'elemento più caratteristico della settimana che va dal 17 al 23 dicembre, da non confondersi con la novena, è la presenza delle cosiddette antifone "O", sia nella Liturgia delle Ore come antifone al Magnificat, sia nella celebrazione dell'Eucarestia come versetti del canto al Vangelo. Così chiamate perché iniziano sempre con il vocativo formato dall'interazione "O", seguito da uno dei titoli attribuiti a Gesù, sono sette preghiere molto antiche entrate nella liturgia intorno al IX secolo. Esse sono composte da passi biblici, tratti quasi letteralmente dalla versione latina di S. Girolamo, e sviluppano un tema biblico particolare ricavato dal titolo con cui iniziano: O Sapientia, O Adonai, O Radix Iesse, O Clavis David, O Oriens, O Rex gentium, O Emmanuel . Le lettere iniziali di titoli latini, messe in ordine dall'ultima alla prima, formano l'acrostico "ERO CRAS" ( "Sarò domani"): è la promessa di Cristo nell'imminenza della sua venuta.
In antico queste invocazioni erano eseguite con molta solennità nelle cattedrali e nei monasteri. Anche la riforma liturgica del Concilio Vaticano II ha voluto custodirle e ri-proporle, sia per il ricco contenuto scritturistico, sia per l'antichissima e ininterrotta tradizione, che le ha conservate intatte fino a noi. Le antifone "O" sono fonte di ispirazione e di preghiera per invocare la venuta del Signore e ci fanno così da guida nei giorni di preparazione al Natale.