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Chi vede il Concilio Vaticano II come luogo di errore e nel post concilio la deriva modernista sta in grave errore.Anzitutto dimentica e non vede e non vuole vedere che la galassia dei movimenti - ognuno con il suo "spettro" di Luce e di carisma - ha contribuito a mettere argine alla secolarizzazione inevitabile che aveva lontane radici.
Solo chi è in malafede o chi ha vissuto una povertà ed ignoranza come esperienza pastorale non vede che questo argine è stato forse il frutto più immediato del CVII.
Allora le carte in tavola sarebbero rovesciate.
Read more: Chi vede nel CVII e nel post concilio solo il degrado o la deriva, è irreale ed ideologo
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"E in questo amali e non pretendere che diventino cristiani migliori." FF234. Lettera ad un Ministro tratta dagli scritti personali di Francesco di Assisi, nelle Fonti Francescane.
"Non pretendere", precisazione che dovrebbe diventare "regola" per qualche tradizionalista e per qualche progressista. Entrambi moralisti ed ideologi scippatori della Grazia del Vangelo.
"Professionisti manipolatori ed opportunisti", gli uni nel tirare la giacchetta a Papa Benedetto XVI prima e ora al tirarla a Papa Francesco, gli altri.
Scambiano la Diakonia per prepotenza e smettono di essere servi, preti e autentici laici.
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- Written by: Staff Cristiano Cattolico
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In merito alla decisione della Corte di Cassazione sul caso del risarcimento alla bambina nata con sindrome di Down, nell'attesa del testo esplicativo, facciamo alcune previe considerazioni.- Details
- Written by: Paul
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Sono passati oltre vent'anni da quando il sottoscritto, con altri laici non appartenenti ad alcun preciso movimento cattolico, un importante gruppo di Francescani e un nutrito gruppo di CL incontrammo a Palazzo dei Notari (Perugia) alcuni dirigenti del PCI locale per chiarire il loro slogan di quei mesi: "In fatto di natura c'è un partito che la pensa come San Francesco". Al loro annaspare, scoperta la manipolazione, cercarono di fare dietro-front senza sconfessarsi.Ci arrabbiammo veramente tanto e CL, molto più militante di noi, lo fece anche con un linguaggio piuttosto colorato.
Ci indignammo per uno sfruttamento così sfacciato di un partito che di li ad un anno stava per fare una svolta storica ad epilogo del proprio vissuto.
E' veramente triste quando un partito politico, di qualunque orientamento tira per la giacchetta la Chiesa e figurarsi un santo così imponente come San Francesco.
Un santo che non può essere racchiuso in nessun cliché buonista, animalista, populista, socialista, comunista, liberale, pacifista e o conservatore.
Proprio perché questo uomo di Dio, definito da molti un alter Christus, tanto era impressa in Lui la stimmata della somiglianza con il Signore Gesù, era ed è tutto ciò che è grazie ad una obbedienza totale e sponsale a Cristo e filiale alla Chiesa.
Tout court.
Ogni realtà politica o "centro sociale" che se ne vuole appropriare si dovrebbe vergognare se avesse un minimo di pudore.
Ora veniamo a sapere che i comunisti italiani e i socialisti si sono opposti al solo inserimento dei due santi storici e fonte di cultura umbra, nazionale ed internazionale, quali San Francesco e San Benedetto negli statuti regionali. VD qui
Ripiegare la questione come ideologica è negare la storia e i fatti, le proprie ineludibili radici.
Ma gli opportunisti, di qualunque colore, per ora rosso, sono maestri del negare la verità e la sostanza pur di rifondare, ideologicamente a proprio vantaggio, un a-priori etico, storico e antropologico.
Questo è un primo modo, truffaldino, per non fare né il bene dell'Umbria né della nazione.
Paul